lei: certo che sei proprio pungiglioso!
lui: cosa? pungente? o forse puntiglioso?
lei: entrambe!
lui: ma dai: esiste sul vocabolario! significa spinoso…
lei: ecco, anche!
Ristorante all’angolo gestito da puri svevi: tre colleghi prendono spaghetti alla bolognese – il piatto più famoso della cucina italiana nel mondo, pur non potendone trovare traccia alcuna nella presunta madrepatria. Essendo il piatto del giorno viene servito con una insalata come starter, inclusa nel prezzo. Io chiedo un cheeseburger, che essendo il menu del giorno ma di un altro giorno, oggi viene servito senza insalata.
Dopo qualche minuto di attesa, arriva il cameriere con tre insalate:
cameriere 100% svevo (c100s): dunque, chi ha preso il cheeseburger?
me: io!
c100s: allora niente insalata per te!
Gli spaghetti mi hanno vendicato: il marchio dell’infamia da me subita è ora abbondantemente impresso sulle camicie dei colleghi.
Nella nostra sede abbiamo un dipartimento sviluppo hardware. E un laboratorio prototipi. E fanno cose meravigliose; ad esempio al momento stanno riparando una macchina del caffè.
È confortante sapere che se la macchina per espresso principale dell’ufficio – di cui già ebbi occasione di parlare – dovesse avere dei problemi, i nostri esperti tecnici sarebbero pronti ad intervenire. Mi dà una notevole sensazione di tranquillità.
Non badate al tremore delle mani: quello è dovuto soltanto ad un consumo eccessivo di caffè.
Certe cose meriterebbero l’oblio. Hard disk sempre più capienti ci aiutano nello scopo, immagazzinando quantità tali di dati da farci perdere e desistere dal tentativo di ricordare, organizzare e rivivere certi momenti della nostra vita. Talvolta la follia umana va a scavare nel proprio passato. E scopre che il 25 dicembre 2005, per il proprio 27-esimo compleanno, ha fatto e detto cose di cui non andare fiero. A partire dal berretto che indossava.
Link diretto se non si vede il video… come succede a me con IE7.
Come il fuso orario può salvare la rete aziendale
madness, office life, people, sysadmin No Comments »Qualche giorno dopo l’inizio dell’anno, una mattina incontro un simulacro di essere umano vagante per l’ufficio:
me: ehi, sei tornato dalle ferie? ma non dovevi tornare nei prossimi giorni?
cz (collega zombie): sì, domani. sono arrivato ieri sera dall’america ed ero talmente rincoglionito per il fuso orario che mi sono sbagliato.
me: quindi oggi rimani?
cz: forse torno a casa a dormire…
qualche tempo dopo, ac (altro collega) passa dal mio ufficio:
me: hai visto cz? è tornato oggi
ac: sì, l’ho visto: è da un’ora che sta tentando di ricordare la password del computer
me: eh, capisco, dopo 3 settimane di ferie l’avrei dimenticata anch’io – vuoi dire che non aveva un post-it attaccato allo schermo come quasi tutti?
ac: in realtà ricordava la password ed è riuscito ad entrare nel pc
me: quindi qual è il problema?
ac: il problema è che l’ha dimenticata subito dopo averla usata e non riusciva ad entrare nella meravigliosa applicazione di gestione delle ore, che usa la stessa password del computer
me: ???
ac: allora ha bloccato il computer per provare a ricordarsela tentando di rientrare nel sistema
me: e non poteva provarla nella maschera di login dell’applicazione?
ac: è quello che gli avevo suggerito io
me: almeno si è ricordato la password?
ac: oh, sì, ma non serviva più… siccome era scaduta durante le ferie, poteva usarla solo una volta; poi avrebbe dovuto impostarne una nuova immediatamente. ora la password fa bella mostra di sé in un post-it attaccato allo schermo, però è disattivata
me: proprio oggi che il dipartimento IT è in Italia per una riunione multinazional-globale?
Tutto sommato, un post-it attaccato allo schermo con un password non utilizzabile non è una gran minaccia di sicurezza per la rete aziendale.
Ora che sono più vecchio, è ora che incominci a dedicarmi a cose serie. Fare l’ingegnere è troppo banale e inutile – questo mondo ha bisogno di persone che realizzino progetti seri e significativi.
Ecco allora un progetto concreto per il 2009: consegnare frigoriferi ai pinguini, per evitare che – a causa del riscaldamento globale – finiscano a mollo. Così potranno prepararsi i loro mini-iceberg personali, di forme, colori e – perché no – anche sapori personalizzati.














Recent Comments