Strawberries rulz

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Straberries rulzFragole. A perdita d’occhio. Dopo un’ora che raccogli fragole, alla loro stessa altezza, cominci a vedere il mondo come loro. Cominci a pensare allo stesso modo. Ti rendi conto che una vita da fragola non sarebbe poi così male; cominci a sentirti un po’ anche tu una fragola. Le fragole domineranno il mondo - o forse lo stanno già facendo ma non ce ne siamo ancora accorti - e quando questo succederà io sarò al loro fianco, pronto a divorarle e a prendere il loro posto!
Come dice il saggio, pedalare sotto il sole con 3 chili di fragole nello zaino e 1 nello stomaco, può produrre allucinazioni.

Repubblica? no grazie, meglio la Wicca

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Lunedì 2 giugno, a una certa ora del mattino in un certo ufficio di Stoccarda:

me: ehi, che ci fai online di lunedì mattina?
acda: oggi è festa, crucco!
me: davvero?
acda: è la celebrazione della Repubblica

Questo mese in Germania non festeggiamo la repubblica; in compenso il mese scorso abbiamo festeggiato Beltane (che per puro caso coincide con la più banale festa dei lavoratori), il lunedì di Pentecoste e il Corpus Domini.
Comincio a sospettare di vivere in una autocrazia evangelico/neopagana.

Probabilità di capirsi

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Immaginate la situazione: Windows in inglese (americano), Regional and Language Options in tedesco, tastiera italiana. Installazione di un software: in che lingua apparirà l’installazione? Beh, all’incirca, la probabilità che appaia in inglese è il 50%, mentre la probabilità che sia in tedesco potrebbe essere il rimanente 50%. Il software stesso invece avrà un 33% di probabilità di aprirsi con interfaccia in inglese, in tedesco o in italiano, rispettivamente. Il rimanente 1% avrà un comportamento non specificato (diciamo che potrebbe apparire in giapponese, swahili o klingoniano - ma per ora trascuriamo questa condizione). Ogni software utilizza infatti una combinazione arbitraria e differente di questi parametri per decidere quale lingua usare di default, spesso permettendo all’utente di modificare questa opzione soltanto addentrandosi profondamente in un’interfaccia in una lingua totalmente arbitraria e potenzialmente a lui (utente) ignota. Aggiungiamo che alcuni programmi - diciamo circa il 10% - hanno qualche piccolo bug nella gestione della lingua, per cui l’interfaccia potrebbe essere mista; ad esempio le stringhe in inglese ma le didascalie dei bottoncini nella toolbar in tedesco (vedi GPG).

La probabilità che tutti i programmi aperti siano in una lingua a me comprensibile risulta effettivamente piuttosto bassa. A questo punto, si verificherà sicuramente una situazione del genere: un cliente telefona e, dopo una lunga spiegazione in lingua a me non nota, si aspetterà che sia in grado di aiutarlo nell’utilizzare un programma a sua volta in una lingua a me non comprensibile. Le possibili soluzioni sono due: imparare la lingua a me non nota - ci sto lavorando ma ancora i risultati latitano, o passare la telefonata ad una persona che comprenda la lingua a me non nota.

Nonostante fosse una lingua a lui nota, non è stato comunque in grado di aiutarlo. Temo che la probabilità di capirsi dipenda molto poco dalla condizione di parlare una lingua per entrambi comprensibile (ammesso che esista, naturalmente).

Localizzazione tedesca v1.0.0

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v 0.9.0
Tarda serata di domenica: prendo possesso del mio nuovo appartamento, in un paesino disperso in campagna - fortuna che il nuovo navigatore fa egregiamente il suo lavoro. L’appartamento è delizioso… peccato sia completamente vuoto, a parte un materasso. E trovarsi di domenica senza neppure la carta igienica, non è il massimo della vita. E fu sera e fu mattina.

newhome_0.9.1v 0.9.1
Ho trovato l’Ikea locale. I cartelli sono scritti in tedesco… uhm: dopo 10 minuti passati a fissare la porta dell’ascensore, nel parcheggio sopraelevato al 4° piano, giunge l’illuminazione. In fin dei conti, le parole fondamentali per orientarsi sono appena due: eingang e ausfhart. Opzionalmente possiamo aggiungere anche kasse, ma qui siamo già ad un livello avanzato. Prende vita così la versione 0.9.1. E fu sera e fu mattina.

v 0.9.2
Primi timidi tentativi di acquisto di generi alimentari: buoni i pani, i formaggi e i salumi. Tremendi gli yogurt: i tedeschi sembra che li vogliano totalmente liquidi. Ottimi se avete intenzioni di berli con la cannuccia, orribili se pianificate l’uso di un cucchiaino. Qualcuno mi ha consigliato di provare con le sottomarche… vedremo. E fu sera e fu mattina.

newhome_0.9.3v 0.9.3
E qui esageriamo: grazie al vicino che ha comprato un divano nuovo, ma non ha posto per quello vecchio, la sala comincia a prendere vita. Accade così che la sedia pieghevole Ikea venga promossa a scrivania. E fu sera e fu mattina.

v 0.9.4
Tempo per un po’ di burocrazia: ora ho ufficialmente domicilio in Germania, nonostante le impiegate del municipio, tutte insieme, parlassero forse non più di una decina di parole di inglese. D’altra parte io ancora non arrivo ad una decina di parole di tedesco. E fu sera e fu mattina.

v 0.9.5
Le due birre offerte dal padrone di casa come benvenuto giacevano tristemente tappate nel frigorifero. Ora, da bravo tedesco, ho un set di apribottiglie e un frigo ben fornito di birra. E fu sera e fu mattina.

v 1.0.0
Pare proprio che abbia ormai l’aspetto di un tedesco; in un ristorante self-service slow food italiano, in centro a Stoccarda, sto aspettando un piatto di pasta (peraltro migliore di tanti ristoranti italiani):

cuoco italiano: da dove vieni?
me: F[...], in provincia di R[...].

me: tu da quando stai qui?
ci: 6 anni

ci: ma tu sei nato qui?
me: veramente sono arrivato da una settimana.

Curiosamente, gli italiani nati in Germania hanno l’uso di dire di provenire dal paese originario dei genitori, anche se hanno sempre vissuto in Germania. Ma ora è giunto il tempo di aprire le birre e riposare.

Il passaporto smarrito

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ore 13.15, un aeroporto tedesco

Consegno il passaporto al doganiere; controlla, ricontrolla, storce il naso, ricontrolla, si gratta il mento, ricontrolla. Infine mi rivolge la parola in un inglese impeccabile:

doganiere: lei nel 2005 ha perso il passaporto.
me: sì
dog: ecco, allora lei dovrebbe andare all’ufficio preposto del suo governo col passaporto…
me: ma…
dog: esatto; lì loro faranno una copia del frontespizio…
me: ma…
dog: quindi invierano la copia a tutti gli uffici delle dogane dell’intero sistema solare, oltre che ai pianeti extra sistema solare aderenti al trattato di schengen centauri
me: ma…
dog: le chiederanno di eseguire una danza propiziatoria, eseguita ad un ritmo frenetico e in cui le sarà consentito toccare terra solo col malleolo destra e il lobo dell’orecchio sinsistro; il tutto tenendo stretta fra i denti la pagina 18 del passaporto…
me: ma…
dog: infine il libretto verrà tritato, bruciato, disintegrato, annichilito, quindi umilato e infine deriso; durante tutta questa procedura lei sarà costretto ad assistere impotente.
me: ah, ok
dog: ma… il passaporto lo ha mai ritrovato?
me: no
dog: ah, allora dimentichi tutto; benvenuto in Germania.

Mi sono illuminato di meno!

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M’illumino di menoAnche quest’anno Caterpillar ha lanciato l’iniziativa M’illumino di meno, in corrispondenza dell’anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto. Per aderire bisognava consumare meno per due ore, a partire dalle 18. Pensavo, sarebbe bello partecipare quest’anno; peccato che quel giorno a quell’ora sia in treno; e allora che faccio: chiedo al conducente di rallentare? già mi vedo volare giù dal finestrino lanciato dal treno in corsa proprio mentre passa su un ponte con sotto 400 metri di scarpata, o ancora peggio in galleria, spalmando i miei tessuti molli sul rivestimento di cemento fino a lasciare solo qualche osso consunto sui binari, col sottofondo delle grida di giubilo degli altri passeggeri.

Intercity PLUS (qualcuno mi spiega cosa c’è di Plus?) Torino-Roma: 7 ore e 40 minuti per 688km. Con un viaggio di uguale durata sarei potuto arrivare tranquillamente a New York, in fondo bastava aggiungere uno zero al costo del biglietto e moltiplicare per mille le missioni di CO2. Praticamente invece di viaggiare in prima classe, ho viaggiato in classe A++.

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