Scambi veicolari

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Presto avrò bisogno di spazio – tanto spazio (sembra infatti che lo spazio vitale richiesto da un individuo sia inversamente proporzionale alla sua età), e la mia auto non è purtroppo in linea con questo essenziale requisito. Io e mio padre abbiamo deciso di scambiarci per un po’ i rispettivi veicoli, così ora lui gira in Italia con un’automobile con targa tedesca, mentre io vago per la Germania con una grossa grassa macchina con targa italiana :!:

Dopo tanto studio e vari tentativi, sono riuscito a piazzarla nel mio posto macchina nel seminterrato: purtroppo però l’unica via di fuga possibile sarebbe stata passando attraverso un finestrino, quindi scivolando lungo il parabrezza per poi saltare atleticamente giù dal cofano.

Casualmente è capitato l’argomento parlando col mio padrone di casa; la sua risposta è stata prontamente questa:

Rimane da chiarire se sarà proprio lui in persona ad aspettarmi con le scarpe in mano fuori dalla macchina, dopo che io sia sinuosamente strisciato fino al posto di guida passando dal bagagliaio, come Catherine Zeta Jones nel video. Per il momento mi limiterò a parcheggiare in strada. E in caso di grandine posso sempre dormire in auto.

L’insegnante di lingua 5

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Introduzione

Dicesi traduzione molto libera – talvolta anche sfrenata od incauta – quando date due parole attinenti col significato della frase originale, le si accosta fino a costruire una frase – propriamente detta accrocchio – totalmente decontestualizzata e spiazzante. Le conseguenze di tale approccio linguistico possono essere infauste e possono sovente comportare anche danni fisici. Meglio procedere con ordine.

Epilogo (ordine? qualcuno disse ordine?)

interlocutore a caso: come è andata oggi la lezione?
me: sapessi, il si è sporcata col caffè bollente scottandosi, un casino!
ic: si è fatta molto male?
me: lei no; io sono pieno di lividi

Antefatto

Piove, siamo tutti stanchi e fatichiamo a parlare qualunque lingua più o meno nota – figuriamoci quelle ignote. Lei sta trafficando con una tazza di caffè caldo, quando riesce a versarne la metà sul tavolo. Mentre si arrabatta ad asciugare e spostare libri e noci di cocco (non chiedetemi perché nella cucina dell’ufficio ci siano dei tavolini con candele ricavate all’interno di mezze noci di cocco – erano lì prima che arrivassi), prova a giustificarsi, ma l’inglese oggi le si incastra tra i denti.

il: sorry, the coffee is hot and I’m tired, I mean, no, yes, ‘coz of the wheather, you know it’s raining – sorry; the table is dirty – I mean – now the coffee and… ahh: now I’m hotty and dirty
me: what? you? you are… what?
il: I’m hotty and dirty
crash ROTFL
il: how did you fall on the floor?
me: ehm, nell’indecisione tra un’erezione e un risata, ho scelto la seconda
il: hey, I can’t understand your Italian
me: you don’t want to. hotty and dirty, you say?
il: uhm, maybe
ari-crash ancor-ROTFL
il: why are you on the floor again?
me: just doing the right choice twice
me: are you sure about what you’ve just said?
il: yeah… ehm, quite
me: (uno sguardo perplesso la osserva da sopra gli occhiali)
il: maybe I’m not so sure…
me: (la sopracciglia sinistra si inarca)
il: ok, what did I say in English?
me: (la sopracciglia destra imita la sinistra)
il: maybe I don’t want to know…
me: no, you don’t

I tropici sotto casa

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Un po’ di tempo addietro ormai, leggevo la notizia che ci sarebbe una reale possibilità di uragani nel Mar Mediterraneo.

493761196_b9f87e40db_m.jpgÈ ormai un po’ che si parla della tropicalizzazione del Mare Nostrum: trattandosi di un argomento serio decisamente non attiene agli argomenti trattati in questo blog. Parlare del tempo va bene, anzi è decisamente la conversazione perfetta, ma non con pretese scientifiche!

L’idea che mi è passata per la testa è questa: se il Mediterraneo diventa un paradiso tropicale a causa dell’inquinamento, la gente smetterà di organizzare ferie in località lontanissime, smettendo così di fare lunghi ed inquinanti spostamenti in aereo. Al di là degli effetti economici sulle già traballanti finanze delle compagnie aeree, questo causerebbe una diminuzione dell’inquinamento, col rischio di far regredire il processo di tropicalizzazione stesso. Insomma l’inquinamento rischierebbe di distruggere se stesso, dimostrando così qualità che decisamente non gli competono: altruismo, spirito di sacrificio, perfino un pizzico di saggezza. Insomma, questo ragionamento sta facendo traballare molte delle mie certezze in quanto membro di una società industrializzata, consumista e tendenzialmente autodistruttiva.

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