Telefonata dall’Italia:
interlocutore: è arrivata una lettera per te, ma sarà in tedesco perché non la capisco
me: e perché mai una lettera dalla Germania mi arriverebbe in Italia invece che in Germania?
int: tu non guidare in Germania
me: no, corro fino in ufficio per 16km tutte le mattine
int: qui dice qualcosa relativo alla tua patente; non vorrei che la polizia ti fermasse
Ebbene sì, sono colpevole, anche se mi sento di ammetterlo pubblicamente solo ad alcuni mesi di distanza.
La lettera - in inglese e proveniente dall’Olanda; la Germania c’entrava probabilmente in quanto sorvolata durante il lungo viaggio richiesto per consegnarla - dice chiaramente che sono stato riconosciuto colpevole e conseguentemente mi è stato assegnato un patent.
Io e altri due fantamerdavigliosi ingegneri della grande multinazionale abbiamo brevettato un geniale accrocchio, che, sfortunatamente per voi, un giorno potrebbe anche rischiare di finire in un motore a combustione interna destinato ad essere realmente prodotto e montato su automobili vere.
Forse quel giorno farò meglio a rinunciare alla patente e inizierò a correre.













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