ore 13.15, un aeroporto tedesco
Consegno il passaporto al doganiere; controlla, ricontrolla, storce il naso, ricontrolla, si gratta il mento, ricontrolla. Infine mi rivolge la parola in un inglese impeccabile:
doganiere: lei nel 2005 ha perso il passaporto.
me: sì
dog: ecco, allora lei dovrebbe andare all’ufficio preposto del suo governo col passaporto…
me: ma…
dog: esatto; lì loro faranno una copia del frontespizio…
me: ma…
dog: quindi invierano la copia a tutti gli uffici delle dogane dell’intero sistema solare, oltre che ai pianeti extra sistema solare aderenti al trattato di schengen centauri…
me: ma…
dog: le chiederanno di eseguire una danza propiziatoria, eseguita ad un ritmo frenetico e in cui le sarà consentito toccare terra solo col malleolo destra e il lobo dell’orecchio sinsistro; il tutto tenendo stretta fra i denti la pagina 18 del passaporto…
me: ma…
dog: infine il libretto verrà tritato, bruciato, disintegrato, annichilito, quindi umilato e infine deriso; durante tutta questa procedura lei sarà costretto ad assistere impotente.
me: ah, ok
dog: ma… il passaporto lo ha mai ritrovato?
me: no
dog: ah, allora dimentichi tutto; benvenuto in Germania.













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