Il laboratorio prototipi

addictions, coffee, electronic, facts, office life No Comments »

Nella nostra sede abbiamo un dipartimento sviluppo hardware. E un laboratorio prototipi. E fanno cose meravigliose; ad esempio al momento stanno riparando una macchina del caffè.
È confortante sapere che se la macchina per espresso principale dell’ufficio – di cui già ebbi occasione di parlare – dovesse avere dei problemi, i nostri esperti tecnici sarebbero pronti ad intervenire. Mi dà una notevole sensazione di tranquillità.
Non badate al tremore delle mani: quello è dovuto soltanto ad un consumo eccessivo di caffè.

Come il fuso orario può salvare la rete aziendale

madness, office life, people, sysadmin No Comments »

Qualche giorno dopo l’inizio dell’anno, una mattina incontro un simulacro di essere umano vagante per l’ufficio:

me: ehi, sei tornato dalle ferie? ma non dovevi tornare nei prossimi giorni?
cz (collega zombie): sì, domani. sono arrivato ieri sera dall’america ed ero talmente rincoglionito per il fuso orario che mi sono sbagliato.
me: quindi oggi rimani?
cz: forse torno a casa a dormire…

qualche tempo dopo, ac (altro collega) passa dal mio ufficio:

me: hai visto cz? è tornato oggi
ac: sì, l’ho visto: è da un’ora che sta tentando di ricordare la password del computer
me: eh, capisco, dopo 3 settimane di ferie l’avrei dimenticata anch’io – vuoi dire che non aveva un post-it attaccato allo schermo come quasi tutti?
ac: in realtà ricordava la password ed è riuscito ad entrare nel pc
me: quindi qual è il problema?
ac: il problema è che l’ha dimenticata subito dopo averla usata e non riusciva ad entrare nella meravigliosa applicazione di gestione delle ore, che usa la stessa password del computer
me: ???
ac: allora ha bloccato il computer per provare a ricordarsela tentando di rientrare nel sistema
me: e non poteva provarla nella maschera di login dell’applicazione?
ac: è quello che gli avevo suggerito io
me: almeno si è ricordato la password?
ac: oh, sì, ma non serviva più… siccome era scaduta durante le ferie, poteva usarla solo una volta; poi avrebbe dovuto impostarne una nuova immediatamente. ora la password fa bella mostra di sé in un post-it attaccato allo schermo, però è disattivata
me: proprio oggi che il dipartimento IT è in Italia per una riunione multinazional-globale?

Tutto sommato, un post-it attaccato allo schermo con un password non utilizzabile non è una gran minaccia di sicurezza per la rete aziendale.

Do you patent?

facts, police, work 7 Comments »

Telefonata dall’Italia:

interlocutore: è arrivata una lettera per te, ma sarà in tedesco perché non la capisco
me: e perché mai una lettera dalla Germania mi arriverebbe in Italia invece che in Germania?
int: tu non guidare in Germania
me: no, corro fino in ufficio per 16km tutte le mattine
int: qui dice qualcosa relativo alla tua patente; non vorrei che la polizia ti fermasse

Ebbene sì, sono colpevole, anche se mi sento di ammetterlo pubblicamente solo ad alcuni mesi di distanza.
La lettera – in inglese e proveniente dall’Olanda; la Germania c’entrava probabilmente in quanto sorvolata durante il lungo viaggio richiesto per consegnarla – dice chiaramente che sono stato riconosciuto colpevole e conseguentemente mi è stato assegnato un patent.
Io e altri due fantamerdavigliosi ingegneri della grande multinazionale abbiamo brevettato un geniale accrocchio, che, sfortunatamente per voi, un giorno potrebbe anche rischiare di finire in un motore a combustione interna destinato ad essere realmente prodotto e montato su automobili vere.
Forse quel giorno farò meglio a rinunciare alla patente e inizierò a correre.

Confusione dei ruoli

office life, people, work No Comments »

No, il mio lavoro non è semplice da spiegare, ma talvolta è meglio lasciare che le cose rimangano un po’ confuse…

developer: so, your role here is to break what we, developers, do
me: actually, my job is to fix what you, developers, break
developer: uhm, do you mean your bones?

Quando le parole non rendono l’idea

facts, language, office life, work 3 Comments »

Si fa presto ad etichettare qualcosa come un meeting di tre giorni, ma non rende minimamente l’idea di cosa questo significhi in realtà… definizioni più accurate sono state proposte, ma non è ancora stato deciso quale sia la migliore. Alcune proposte che mi permetto di avanzare sono:

  • analisi del rendimento sotto stress
  • eliminazione fisica dei dipendenti
  • riduzione del personale
  • ristrutturazione aziendale

Il che spiega anche perché questo blog sia un tantinello trascurato ultimamente.

Che mal inizia è a metà del disastro

hawaii, usa, work, world 5 Comments »

HonoluluUn anno fa firmavo il contratto di assunzione col mio precedente datore di lavoro: loro mi hanno mandato il contratto per email e io l’ho stampato, firmato, e rimandato indietro via fax. Il tutto comodamente seduto in un internet café di Waikiki, ameno ritrovo della metà dei turisti giapponesi che non sono a Firenze. Sembra infatti che i turisti non giapponesi (me compreso) che capitano a O’hau, preferiscano visitare l’Arizona memorial a Pearl harbour. I turisti giapponesi preferiscono invece sistemarsi comodamente su più strati nelle spiagge direttamente antistanti i loro alberghi.
Divagazioni a parte, ripensandoci non è esattamente il modo più serio di iniziare un lavoro. Infatti mi sono licenziato dopo appena 8 mesi.

WP Theme & Icons by N.Design Studio Customization by STRADAioli
Entries RSS Comments RSS Log in