Il titolo di questo post la dice lunga sulla confusione che ha generato questo post; che poi uno pensa, ah sì, il caos si condensa depositando parole pregne di significato… ecco no, il caos è appunto tale e basta.
La genesi di questo scritto è iniziata ascoltando un CD dei Negrita trovato in qualche angolo della macchina, durante un lungo tragitto in autostrada una domenica sera, in fuga da Faenza, appunto. Ascoltavo Hollywood:
sono straniero nella mia città
la gente passa mi vede e lo sa
E pensavo, sono l’unico turista che va a Los Angeles e non trova il tempo di andare a Hollywood… ma questo non c’entra.
Pensavo anche (e per un uomo due pensieri contemporaneamente sono un po’ come una bestemmia), cercando il testo (non avendo il cd sotto mano, dato che è rimasto in macchina): guarda un po’, è del 1999, come la mitica Fuga da New York. Ora, io non so perché, ma non riesce ad entrarmi in testa il titolo corretto. Ovviamente tutti sanno che è stato nel 1997 che New York era stata abbandonata e trasformata in un carcere di massima sicurezza, o forse non è successo realmente. In ogni caso l’anno non è quello dell’album dei Negrita.
Comunque, dicevo, cioè pensavo ad alta voce, nel senso che scrivo ciò che penso, e penso ad alta voce ad un’altra cosa (troppi pensieri insieme - o sto diventando donna o, più probabilmente, semplicemente schizofrenico), un paio di anni fa in giro per Faenza, mi sentivo proprio come raccontato nella canzone. Ora che l’ho lasciata diventando effettivamente straniero, quando mi capita di girare per quei luoghi, non mi sento più così alieno. Escludendo decisamente effetti nostalgici, direi che ora sono più freddo nell’analizzare la situazione. E mi chiedo perché ci ho messo tanto a fuggire, poi mi ricordo del muro intorno a Manhattan, dei campi minati e soprattutto delle capsule esplosive che mi hanno iniettato… non era solo suggestione: meglio che segua i saggi consigli di Strada!.














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