Jan 19
Tra ferie, lavoro e fine-settimana per (auto)strada, sembra che la scarsità di tempo si aggravi sempre più. In più ci si mettono prepotentemente di mezzo anche i fusi orari! È mai possibile che, nell’arco della stessa giornata, uno sia costretto ad alzarsi presto per una riunione nel tardo pomeriggio e ad uscire tardi dall’ufficio per un riunione ad inizio mattinata? Già, perché la prima iniziava alle 4.30 P.M. KST, costringendomi ad essere in ufficio per le 8.15. La seconda invece iniziava alle 8.30 A.M. EST, concludendosi così alle 19 ora italiana.
Io avrei ho una soluzione per questa babele cronica (nel senso di riferita al tempo!): se facessimo giornate da 25 ore, oltre ad avere più tempo per moltissime cose fondamentali (aperitivo, corso in palestra, …) che non riusciamo altrimenti ad incastrare nella nostra giornata già troppo piena di cose inutili (riunioni, email di lavoro, guidare nel traffico, …), avremmo ognuno almeno una volta al mese il nostro fuso orario corretto, mentre gli altri confusi da giornate che non combaciano con i ritmi di luce e buio, ci chiamerebbero quando fa comodo a noi e non a loro! L’unico problema sarebbe fissare tutte le riunioni in quell’unica giornata… uhm, forse 25 ore non sarebbero sufficienti: si potrebbe decidere che quell’unica giornata sia di 36 ore, ma forse il meccanismo diventerebbe un po’ troppo complicato. Vedrò di studiare ulteriormente la questione durante la prossima riunione.
Oct 14
La difficoltà di sopravvivere a questa città mi ha costretto a lasciar perdere per un po’ il blog. Non che questo rappresenti un dramma per molti, ma il mio obiettivo di riuscire a mantenere un blog e crearsi un minimo di credibilità online non è certo sulla buona strada. Comunque: ho trovato casa a partire dal 1 novembre, che in pratica significa dal 4 viste le festività. Per ora mi sono trasferito dall’albergo dove stavo, in un residence, il che significa che ora va molto meglio dal punto di vista alimentare, rispetto a quello che avevo raccontato qui.
Domenica scorsa sono riuscito finalmente a raggiungere il residence in cui mi trovo ora: è una struttura degli anni ‘50 e, anche se ben tenuta, dimostra i suoi anni. Arrivato a tarda sera, mi avvio per prendere l’ascensore: il neon che lo illumina è rotto e lampeggia. Le scale, ben illuminate, sono molto più invitanti. Le valigie ridacchiano, mentre le mia braccia protestano e mi costringono a scegliere l’ascensore. In fondo sono solo 3 piani, penso! L’ascensore è lentissimo e impiega almeno 5 minuti, nell’oscurità di un vano ascensore che può ospitare soltanto 3 persone, formato lillipuziani, mentre il neon continua a lampeggiare. Se sono sopravvissuto senza danni mentali permanenti, credo sia stato solo grazie all’allenamento di Doom 3: chi ci ha giocato in una stanza buia con le cuffie e il volume alto, può forse rendersi vagamente conto del fascino di questa esperienza!
Mi ero ripromesso di fare un video con la macchina fotografica, ma due giorni dopo l’avevano già riparato: troppo efficienza da queste parti
Questo residence in cui sono capitato - sì, perché alla fine era l’unico che risultava disponibile nel periodo di mio interesse, mentre per tutti gli altri il controllo della disponibilità online non era disponibile - è praticamente dall’altra parte di Torino rispetto a dove lavoro. Il TomTom mi fa fare un percorso assurdo, passando praticamente esattamente in mezzo alla città invece di aggirarla per quanto possibile, col risultato che nel traffico della mattina ci vogliono 50 minuti per arrivare in ufficio. Dopo 3 giorni di aggiustamenti al tragitto, a colpi di evita questa strada, poi anche quest’altra, poi ancora questa e così via, sono arrivato al punto di impiegare soltanto (!) 40 minuti; peccato che ne servissero 15 prima di partire per correggere il percorso. Il quarto giorno ho scoperto che basta ignorare il navigatore in certi punti strategici: in un paio di incroci invece di girare, proseguo diritto e, dopo aver ricalcolato per la seconda volta, magicamente il navigatore si rende conto che in realtà esiste un percorso molto più semplice e che, pur in condizioni di traffico pesante, richiede appena mezz’ora.
Sep 30
Che poi, quando uno se le cerca, se le merita anche.
Ho dimenticato la ventosa del navigatore in macchina - lo so, sono un coglione. Me lo sono già detto da solo, non serve che infieriate. Risultato prevedibile: finestrino sfondato; hanno rubato tutto quello che c’era, cioè, oltre alla ventosa, l’alimentatore da macchina.
Non sono riuscito a trovare un negozio, supermercato, catena di elettronica che vendesse gli accessori per TomTom. So che nei negozi Comet si trovano, ma in Piemonte non hanno punti vendita 
Si può ordinare sul loro sito, alla modica cifra (!) di 24,95€, a cui va aggiunta la irrilevante somma (!!) di 9,95€ per la spedizione. E garantiscono soltanto (!!!) 5 giorni lavorativi per evadere l’ordine. Economico ed efficiente 
Peccato che intanto mi trovi in una città che non conosco e il navigatore abbia una entusiasmante (!!!!) autonomia di circa mezz’ora
Come ultimo tentativo sono andato da Carrefour, dove ho trovato un meraviglioso alimentatore USB (in mezzo agli accessori per iPod) da macchina, per l’esorbitante cifra di 4€. Occorre portarsi dietro un cavo in più, ma funziona a meraviglia!
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