Fragole. A perdita d’occhio. Dopo un’ora che raccogli fragole, alla loro stessa altezza, cominci a vedere il mondo come loro. Cominci a pensare allo stesso modo. Ti rendi conto che una vita da fragola non sarebbe poi così male; cominci a sentirti un po’ anche tu una fragola. Le fragole domineranno il mondo - o forse lo stanno già facendo ma non ce ne siamo ancora accorti - e quando questo succederà io sarò al loro fianco, pronto a divorarle e a prendere il loro posto!
Come dice il saggio, pedalare sotto il sole con 3 chili di fragole nello zaino e 1 nello stomaco, può produrre allucinazioni.
Avevo scritto un antefatto qui. Riassumendo, per chi avesse perso la puntata precedente: i mobili del secondo vicino di casa sono nella cantina del primo vicino di casa, che viveva prima nell’appartamento del secondo; nel frattempo il terzo stocca i suoi mobili in eccesso provenienti da un’altra casa nel posto macchina della quarta vicina, ma non essendo più sufficiente ha sistemato parte dei mobili nel mio secondo finto posto macchina che in realtà è del primo vicino ma non uso io (in quanto finto non potrei usarlo comunque).
Purtroppo sembra che non fosse abbastanza incasinata la situazione, per cui questo fine-settimana aiuto un amico a traslocare da Monaco a Stoccarda. Ora, l’effetto collaterale del processo sarà una produzione di score radioattive sotto forma di eccesso di mobili. Per stoccare queste scorie ho offerto la mia cantina, al momento vuota (in realtà c’è un tappeto della precedente inquilina), per cui anch’io avrò nella mia cantina i mobili di qualcun altro… la cosa positiva è che l’aiuto verrà ripagato in natura, ovvero con un tavolo!
Lunedì 2 giugno, a una certa ora del mattino in un certo ufficio di Stoccarda:
me: ehi, che ci fai online di lunedì mattina?
acda: oggi è festa, crucco!
me: davvero?
acda: è la celebrazione della Repubblica
Questo mese in Germania non festeggiamo la repubblica; in compenso il mese scorso abbiamo festeggiato Beltane (che per puro caso coincide con la più banale festa dei lavoratori), il lunedì di Pentecoste e il Corpus Domini.
Comincio a sospettare di vivere in una autocrazia evangelico/neopagana.
L’ultimo fine settimana ero in Italia, dove ho avuto la cattiva idea di prendere una Moretti in lattina:
me: certo che la Moretti è proprio cattiva
lei: eh, no! non puoi sputare sulla Moretti, a meno che tu non stia in Germania!
me: ehm… veramente, io vivrei proprio lì
Non è solo questione di qualità della suddetta bevanda, ma anche di cultura su luoghi e modalità di assunzione della medesima. Appena rientrato in Germania una delle prime cose che un collega mi ha detto è stata: do you see outside? It’s sunny and warm - perfect weather for biergarten! Inutile aggiungere che neanche ieri ho studiato tedesco: temo che di questo passo la lingua a me incomprensibile rimarrà tale.
Immaginate la situazione: Windows in inglese (americano), Regional and Language Options in tedesco, tastiera italiana. Installazione di un software: in che lingua apparirà l’installazione? Beh, all’incirca, la probabilità che appaia in inglese è il 50%, mentre la probabilità che sia in tedesco potrebbe essere il rimanente 50%. Il software stesso invece avrà un 33% di probabilità di aprirsi con interfaccia in inglese, in tedesco o in italiano, rispettivamente. Il rimanente 1% avrà un comportamento non specificato (diciamo che potrebbe apparire in giapponese, swahili o klingoniano - ma per ora trascuriamo questa condizione). Ogni software utilizza infatti una combinazione arbitraria e differente di questi parametri per decidere quale lingua usare di default, spesso permettendo all’utente di modificare questa opzione soltanto addentrandosi profondamente in un’interfaccia in una lingua totalmente arbitraria e potenzialmente a lui (utente) ignota. Aggiungiamo che alcuni programmi - diciamo circa il 10% - hanno qualche piccolo bug nella gestione della lingua, per cui l’interfaccia potrebbe essere mista; ad esempio le stringhe in inglese ma le didascalie dei bottoncini nella toolbar in tedesco (vedi GPG).
La probabilità che tutti i programmi aperti siano in una lingua a me comprensibile risulta effettivamente piuttosto bassa. A questo punto, si verificherà sicuramente una situazione del genere: un cliente telefona e, dopo una lunga spiegazione in lingua a me non nota, si aspetterà che sia in grado di aiutarlo nell’utilizzare un programma a sua volta in una lingua a me non comprensibile. Le possibili soluzioni sono due: imparare la lingua a me non nota - ci sto lavorando ma ancora i risultati latitano, o passare la telefonata ad una persona che comprenda la lingua a me non nota.
Nonostante fosse una lingua a lui nota, non è stato comunque in grado di aiutarlo. Temo che la probabilità di capirsi dipenda molto poco dalla condizione di parlare una lingua per entrambi comprensibile (ammesso che esista, naturalmente).
Il sabato mattina sta volgendo al termine, quando il vicino suona al campanello, buttandomi giù dal letto. Voleva ricordarmi che gli avevo promesso di aiutarlo a montare l’armadio. Io invece volevo dirgli che l’ultima ed unica cosa che riesco a ricordare in quel momento è una tequila con una fetta di arancio sommersa di cannella, ma ho la bocca ancora troppo impastata per proferire parola.
turn some light in your life, have your breakfast and then come
Fai presto a dire colazione: in casa di commestibile sono rimasti solo cioccolata e birra… meglio lasciar perdere la birra. Quando mi presento a casa sua, da buon polacco, mi accoglie con una bicchiere di birra:
è l’ultima bottiglia ma non ti preoccupare: finiscila pure. ho appena barattato col vicino per qualche mese il tuo secondo finto posto macchina in cambio di una cassa di birra, per cui tra un po’ arrivano i rifornimenti
Antefatto: un secondo vicino di casa ha da poco rinnovato la mobilia, ma siccome la sua cantina era ingombra dei mobili del primo vicino, che precedentemente viveva nell’appartamento del secondo, i mobili del secondo sono finiti nella cantina del primo e da lì sono lentamente migrati verso il mio appartamento. Nel frattempo però un terzo vicino si era trovato a dover sistemare temporaneamente dei mobili che gli avanzavano e aveva quindi preso in affitto il posto macchina nel seminterrato di una quarta vicina, la quale, lavorando in una concessionaria e girando con macchine sponsorizzate, preferisce parcheggiare in strada. Il mio posto macchina viene in realtà usato dal primo vicino, che l’ha scambiato col mio in quanto più comodo per lui. Il suo posto macchina - quello usato da me - è in realtà un doppio posto macchina a castello, con un ascensore per sollevare il secondo posto macchina interrato. Purtroppo il soffitto del seminterrato non è sufficientemente alto, per cui se l’ascensore viene sollevato, una eventuale macchina parcheggiata sopra, finirebbe ridotta ad un cubetto di lamiere accartocciate, motivo per cui il mio secondo posto macchina - ma che in realtà sarebbe del primo vicino - è in realtà soltanto un finto posto macchina, ora trasformato in deposito temporaneo di mobili.
Sembra complicato, ma con una cassa di birra a colazione diventa tutto più semplice.











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