L’insegnante di lingua 1

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Stoccarda, qualche tempo fa, all’incirca tre settimane dopo il mio arrivo in Germania.
Nella ditta in cui lavoro si tengono sia corsi di tedesco per i dipendenti stranieri, che corsi di italiano per i dipendenti tedeschi. Essendo il mio livello troppo basso (diciamo che riesce a non essere negativo) per le lezioni di gruppo, farò lezioni individuali per un po’ di tempo.
Dopo vari rinvii e problemi logistici, finalmente il boss ha trovato una ragazza disponibile; l’unico difetto è che non parla italiano, però parla inglese e francese. Quest’ultimo in realtà non aiuta particolarmente nel mio caso, però ogni tanto è in grado di produrre gag esilaranti.

me: allora siamo d’accordo, ci incontreremo dalle 17.30 alle 19.30
insegnante di lingua: perfetto
me: a partire da questo martedì
il: d’accordo, però questo martedì se per te non è un problema dovremmo fare un po’ prima, ad esempio dalle 16.30 alle 18.30
me: si può fare; magari verifico col boss se non è un problema a quell’ora
il: bene, perché poi c’è il corso di italiano
me: ah, non sapevo che tu stessi studiano italiano
il: infatti inizio martedì
me: mi stai dunque dicendo che iniziamo lo stesso giorno a studiare i reciproci linguaggi?

That’s weird :shock:

L’odissea della lavatrice

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Antefatto: mai avrei immaginato che comprare una lavatrice potesse essere così complicato. Mai.
Tutto sembra iniziare nel migliore dei modi: il primo commesso del negozio, scelto a caso, parla agevolmente inglese. Poi, vista la presenza dei genitori anglofonorepellenti venuti in visita, riesce addirittura a scovare una commessa italiana. Contratto compilato e firmato; consegna martedì dopo pranzo; chiameranno prima di venire.

Consapevolezza: i nodi vengono sempre al pettine.
Chiameranno… ma in che lingua chiameranno? Verranno… ma riuscirò a tornare a casa dall’ufficio in tempo?
Fortunatamente il vicino sarà in casa tutto il giorno e gentilmente accetta di tenere il mio cellulare col nuovo numero tedesco – fresco di attivazione, rispondere alla telefonata, aprire la porta per la consegna e mostrargli dove si trova la lavanderia condominiale.

Preoccupazione: la situazione inizia a complicarsi, ma non ancora abbastanza.
Lunedì sera rimango fuori casa tutto il giorno, rientrando solo a notte inoltrata e non riuscendo così ad affidargli il cellulare. Martedì mattina, in ufficio:

collega fiducioso: non ti preoccupare; lascia il cellulare alla segretaria che provvederà a fornire le indicazioni necessarie

Dopo una lunga e dettagliata spiegazione in tedesco della situazione, si gira verso di me:

cf: ho detto bene?
io: lo chiedi a me? non ho capito una sola parola!
lei (sottotitolata da cf): e se chiama qualcun altro?
io: non preoccuparti: il numero è nuovo e non lo conosce ancora nessuno

Panico: la situazione potrebbe complicarsi ulteriormente, ma la legge di Murphy non sembra funzionare sempre.
Eppure qualche dettaglio trascurato deve esserci… poffarbacco: i genitori hanno quel numero di telefono! E sicuramente proprio oggi pomeriggio si verificherà l’evento più improbabile, per cui dovranno urgentemente chiamarmi e si sentiranno rispondere da una ragazza germanofona. Devo correre ai ripari prima che si iscrivano ad una scuola di tedesco per prepararsi a parlare coi nipoti! SMS preventivo e pericolo scampato.

Rassegnazione: la legge di Murphy trova sempre il modo di vendicarsi. Sempre.
Sulla strada di casa un SMS mi segnala un messaggio in segreteria. Chiedo al vicino se cortesemente può controllare: il corriere ha avuto un incidente in autostrada – la consegna è rimandata a giovedì. Era tutto troppo perfetto.

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