Notti barcellonesi

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Escape planBarcelona, 2 gennaio 2008.
Stiamo dormendo nella nostra cameretta da 8 posti (4 letti a castello) in ostello. Insieme a noi in camera ci sono 4 inglesi di Liverpool, rientrati a tarda notte (non che noi fossimo rientrati tanto presto). La camera è nell’oscurità più totale eccetto per il piano di evacuazione stampato su un pannello talmente fosforescente, da farci sospettare che in realtà sia radioattivo. Ad un certo punto un urlo straziante rompe il silenzio… nel senso che riesce anche a coprire il frastuono di chi russa:

I’m going to fall down!!!!!

Nel dormiveglia realizzo il senso della frase ma non l’assurdità intrinseca della frase. Qualche secondo dopo uno degli inglesi frana giù da uno dei letti superiori con un gran frastuono. Gentile ad avvisarci, in effetti. Credo che le risate degli altri 7 abbiano svegliato l’intero ostello.

Barcelona, 4 gennaio 2008.
È sempre notte fonda e la stanza è sempre nella solita oscurità eccetto per il solito cartello radioattivo. Siamo già tutti a letto da un pezzo, sia noi che gli inglesi. Nella stanza di fianco inizia un gran frastuono: qualcuno urla in spagnolo, qualcun altro in portoghese, qualcun altro in inglese, qualcuno è probabilmente troppo ubriaco per articolare parole in un linguaggio noto e definito e si limita ad urlare.

diego! Diego!! DIEGO!!!

Dopo circa mezz’ora di urli disperata Diego arriva e redarguisce la ragazza, forse in spagnolo. Tra il sonno e la babele linguistica, ognuno si è costruito nella testa una versione diversa dei fatti. La versione definitiva su cui ci accordiamo è la seguente: una ragazza è stata male e l’amica spaventata è andata a cercare Diego per dirglielo. Inizialmente era tranquilla perché in fondo a parte l’amica in coma etilico non era successo nulla di preoccupante, ma poi non trovando Diego impazzisce e comincia a correre per l’ostello urlando. Quando infine Diego arriva, è talmente sopraffatta dall’emozione di vederlo che collassa. Diego, vedendo entrambe le ragazze esanimi, pensa che sia ora di andare finalmente a letto e, dopo essere stato ben attento a non evitarle e averle quindi calpestate attentamente, si arrampica nel suo letto a castello, lasciandoci così finalmente dormire tutti quanti. Grazie, Diego.

La marcia dei pinguini

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Ci sarebbero tante cose da raccontare sul post-capodanno a Barcellona e magari qualcosa prima o poi verrà raccontato in questa sede… Intanto dirò che finalmente, visitando l’acquario di Barcellona, ho visto i pinguini! E ora mi sento sempre più penguin-inside! e sofferente per via del portatile da cui sto scrivendo, su cui purtroppo sono costretto a tenere pessimo sistema operativo proprietario che di versione in versione funziona sempre peggio, almeno fino al rilascio del decimo service pack.
Condividete con me questa emozione (non quella di usare il sopracitato OS):

Schmap

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Santa Monica beachDevo essere sincero: non conoscevo assolutamente Schmap prima di essere contattato. Si tratta sostanzialmente di un guida turistica virtuale, gratuita e finanziata dalla pubblicità. L’idea non è male e sembra essere fatta piuttosto bene, anche se la versione off-line della guida di Barcellona che ho provato è andata in crash alcune volte.
Le foto che pubblicano sono prese da flickr e correttamente contattano gli autori per chiedere il permesso di pubblicare le foto, nonostante la licenza Creative Commons gli consentirebbe di farlo.
Prague: Old New SynagogueLe foto pubblicate mostrano la sinagoga vecchia-nuova a Praga e la spiaggia di Santa Monica.
Provate ad associare le descrizioni alle due foto pubblicate qui a lato; ricchi premi per i vincitori.

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