Il trasloco di qualche tempo fa ha prodotto tra i vari effetti collaterali anche un bici in prestito, che aspettava soltanto di essere messa alla prova su un terreno adeguatamente impervio. Così il mio padrone di casa mi ha portato a fare un giro nella Foresta Nera. Beh, tecnicamente la Foresta nera rimane leggermente più a ovest - appena qualche decina di chilometri, ma se avessi scritto il boschetto sulla collina dietro casa non avrebbe prodotto lo stesso effetto.
ciclista folle: ora lasciamo la strada per un sentiero in mezzo al bosco molto bello
me: bene
cf: magari rallentiamo un pochino…
Che già si sente un po’ puzza di bruciato, ma non ho modo di riflettere sulla cosa - in effetti non ho neppure il tempo di rallentare - perché devo evitare un mucchio di rami secchi esattamente al centro del percorso. Peccato che sia pieno di mucchi di rami secchi e che non ci sia affatto alcun percorso; il terzo mucchio decide di rimanere imperterrito esattamente in mezzo alla mia traiettoria, nonostante le mie prodezze cerchino di convincere la traiettoria a pensarla diversamente.
Mentre cerco di uscire da sotto i rami, cf torna indietro:
cf: non capisco qui c’era una bellissimo sentiero…
me: intendi dire prima che si formassero le montagne e crescesse la foresta?
cf: in effetti saranno almeno due mesi che non passo di qui
me: non sembra molto frequentato
cf: già, probabilmente ero l’unico a passare di qui
Ripartiamo; dopo 500 metri una tripla curva a gomito nel fango termina in un dosso con tanto di salto finale (siano benedette le mountain bike con le sospensioni). Peccato che nel bel mezzo del salto ci sia un ramo puntato a guisa di lancia verso la faccia dell’incauto ciclista. Con un urlo di dolore mi accascio in un cespuglio. Nuovamente cf torna indietro:
cf: sono finito anch’io su quel ramo…
cf: …pensavo di dirti qualcosa, ma poi ho pensato che la tua vista poteva essere migliore della mia
me: ahi, no, non lo è
cf: che vuoi che sia, una volta lungo questa strada sono quasi finito contro un capriolo!
Uhm, non sono sicuro che questo mi consoli. La prossima volta devo ricordare a cf che, essendo anche il mio padrone di casa, se ci tiene a vedere regolarmente tutti i mesi l’affitto, gli conviene mantenermi in vita.











July 15th, 2008 at 11:31 pm
Ma ti lamenti sempre e solo ??!!!…beato te che dietro casa hai un bosco per andare in bici…io abito in campagna, ma dietro casa ho la superstrada e se imbocco una qualsiasi stradina appartata…beh, a buon intenditore poche parole…pedalaaa!
July 16th, 2008 at 10:05 pm
Potrei semplicemente scrivere che sono andato a fare un bel giro in bici, che sarebbe anche vero, ma un risulterebbe un po’ noioso, non trovi? Oh, intendiamoci, questione di gusti, eh, però io preferisco seguire questa direzione, almeno finché le fragole non mi imporranno un linea editoriale differente!
July 18th, 2008 at 6:37 pm
Non mi sembra affatto che quello che scrive tuttologo sia un “lamento unico”, anzi i suoi spaccati di vita quotidiana, descritti con la notevole dose di ironia che gli è propria, diventano racconti divertenti di fatti di tutti i giorni. E’ come saper raccontare una barzelletta: c’è chi la sa raccontare e chi no!