Il tamarro siculo-tedesco

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Alla fine l’ho comprata. Proprio come nella foto: colore, cerchi, ecc. ecc.

Nel paesino in cui vivo c’è una comunità italiana piuttosto nutrita. Il commento del mio capo:

super-duper boss: certo che con quella macchina, in giro per il tuo paesello, farai strage di cuori!
me: purtroppo c’è sempre la barriera linguistica; se anche vedo una ragazza al bordo della strada che sbava al mio passaggio, come glielo spiego che la sto invitando a fare un giro?
sdb: perché?
me: perché il tedesco ancora non lo parlo; non posso mica accostare, aprire lo sportello e allungarle una banconota (stampata nello sgabuzzino la notte precedente, of course)
sdb: ma scusa, parli in italiano!
me: e tu credi che lo capiscano? sei mai stato nel supermercato italiano del mio paesello? le commesse parlano tra di loro in siciliano stretto!

Certe cose non dovrei dirle, che poi gli viene veramente l’idea di organizzare il corso di siciliano :roll: Meglio che me ne vada in ferie prima che venga a chiedermi quando ho tempo per le lezioni.

Eccezioni alla relatività generale: coffee time

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I vantaggi di lavorare in Germania per un società italianaPer chi mi chiede se mi manca il caffè italiano… no, non mi manca proprio per niente: lavorare in Germania per una società italiana presenta qualche vantaggio :cool:


io: hai tempo ora?
collega caffeinomane: tra 10 minuti
io: d’accordo, vado in cucina a farmi un caffè nel frattempo
cc: ah, dai, stai andando a prendere un caffè con me
io: ehm, io sto andando ora, mentre tu ora sei impegnata qui… quindi a meno che tu non riesca a piegare lo spazio-tempo e rendere qui e lì lo stesso posto contemporaneamente
cc: ihhh
io: dubito che funzionerà; lo spazio-tempo non è un uomo: un sorriso non basterà a piegarlo al tuo volere
cc: iihhhhhh
io: stai cercando forse di dimostrare che una massa sorridente adeguatamente concentrata sia in grado di far collassare il continuum spazio-temporale?
cc: tieni…
io: perché siamo in cucina ora? e cos’è quella cosa che mi stai porgendo?
cc: solo un esperimento; sto imparando a usare la macchina per l’espresso
io: ma… ma… non ci credo… non so in che universo parallelo siamo finiti e nemmeno come ci siamo finiti, ma se quello è veramente un espresso macchiato caldo non voglio tornare indietro!

Scusa, lo sposeresti?

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segretaria efficiente: non mi hai ancora portato il documento che ti avevo chiesto
io: scusa, mi sono dimenticato; in fondo me l’hai chiesto solo 3 settimane fa….
se: guarda lei, neanche lei è tedesca, però ha iniziato due mesi dopo e me lo ha portato subito senza che neanche glielo chiedessi!
io: lei però è sposata con un tedesco!
se: cosa vuoi dire?
io: che io non ho una moglie tedesca che mi aiuta con la burocrazia tedesca
se: ah, sei sposato? non lo sapevo…
io: se dico che non ho una moglie tedesca non sottintendo che ne ho una di diversa nazionalità…
collega di passaggio: beh, la soluzione mi sembra semplice: tedesca una cercagli sposi ragazza che aiuti burocrazia lui
voce fuori campo: per caso questa notte hai sognato che sapevi parlare in inglese? mi dispiace deluderti, ma temo che ti abbiano venduto un sogno difettoso; spero almeno che tu lo abbia pagato poco
cdp: oh insomma: se, sposalo!
io: scusa?
se: cosa?
io: …
se: …
io: …
se: …
voce fuori campo: …
io: credo che non parlasse di te
se: no?
io: credo che intendesse dire: trovagli una ragazza tedesca abbastanza disperata da prenderselo
se: ah
io: ah
se: io avrei da fare
io: già, anch’io

L’insegnante di lingua 5

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Introduzione

Dicesi traduzione molto libera - talvolta anche sfrenata od incauta - quando date due parole attinenti col significato della frase originale, le si accosta fino a costruire una frase - propriamente detta accrocchio - totalmente decontestualizzata e spiazzante. Le conseguenze di tale approccio linguistico possono essere infauste e possono sovente comportare anche danni fisici. Meglio procedere con ordine.

Epilogo (ordine? qualcuno disse ordine?)

interlocutore a caso: come è andata oggi la lezione?
me: sapessi, il si è sporcata col caffè bollente scottandosi, un casino!
ic: si è fatta molto male?
me: lei no; io sono pieno di lividi

Antefatto

Piove, siamo tutti stanchi e fatichiamo a parlare qualunque lingua più o meno nota - figuriamoci quelle ignote. Lei sta trafficando con una tazza di caffè caldo, quando riesce a versarne la metà sul tavolo. Mentre si arrabatta ad asciugare e spostare libri e noci di cocco (non chiedetemi perché nella cucina dell’ufficio ci siano dei tavolini con candele ricavate all’interno di mezze noci di cocco - erano lì prima che arrivassi), prova a giustificarsi, ma l’inglese oggi le si incastra tra i denti.

il: sorry, the coffee is hot and I’m tired, I mean, no, yes, ‘coz of the wheather, you know it’s raining - sorry; the table is dirty - I mean - now the coffee and… ahh: now I’m hotty and dirty
me: what? you? you are… what?
il: I’m hotty and dirty
crash ROTFL
il: how did you fall on the floor?
me: ehm, nell’indecisione tra un’erezione e un risata, ho scelto la seconda
il: hey, I can’t understand your Italian
me: you don’t want to. hotty and dirty, you say?
il: uhm, maybe
ari-crash ancor-ROTFL
il: why are you on the floor again?
me: just doing the right choice twice
me: are you sure about what you’ve just said?
il: yeah… ehm, quite
me: (uno sguardo perplesso la osserva da sopra gli occhiali)
il: maybe I’m not so sure…
me: (la sopracciglia sinistra si inarca)
il: ok, what did I say in English?
me: (la sopracciglia destra imita la sinistra)
il: maybe I don’t want to know…
me: no, you don’t

Uccidere gli inquilini non porta bene

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Il trasloco di qualche tempo fa ha prodotto tra i vari effetti collaterali anche un bici in prestito, che aspettava soltanto di essere messa alla prova su un terreno adeguatamente impervio. Così il mio padrone di casa mi ha portato a fare un giro nella Foresta Nera. Beh, tecnicamente la Foresta nera rimane leggermente più a ovest - appena qualche decina di chilometri, ma se avessi scritto il boschetto sulla collina dietro casa non avrebbe prodotto lo stesso effetto.

ciclista folle: ora lasciamo la strada per un sentiero in mezzo al bosco molto bello
me: bene
cf: magari rallentiamo un pochino…

Che già si sente un po’ puzza di bruciato, ma non ho modo di riflettere sulla cosa - in effetti non ho neppure il tempo di rallentare - perché devo evitare un mucchio di rami secchi esattamente al centro del percorso. Peccato che sia pieno di mucchi di rami secchi e che non ci sia affatto alcun percorso; il terzo mucchio decide di rimanere imperterrito esattamente in mezzo alla mia traiettoria, nonostante le mie prodezze cerchino di convincere la traiettoria a pensarla diversamente.

Mentre cerco di uscire da sotto i rami, cf torna indietro:

cf: non capisco qui c’era una bellissimo sentiero…
me: intendi dire prima che si formassero le montagne e crescesse la foresta?
cf: in effetti saranno almeno due mesi che non passo di qui
me: non sembra molto frequentato
cf: già, probabilmente ero l’unico a passare di qui

Ripartiamo; dopo 500 metri una tripla curva a gomito nel fango termina in un dosso con tanto di salto finale (siano benedette le mountain bike con le sospensioni). Peccato che nel bel mezzo del salto ci sia un ramo puntato a guisa di lancia verso la faccia dell’incauto ciclista. Con un urlo di dolore mi accascio in un cespuglio. Nuovamente cf torna indietro:

cf: sono finito anch’io su quel ramo…
cf: …pensavo di dirti qualcosa, ma poi ho pensato che la tua vista poteva essere migliore della mia
me: ahi, no, non lo è
cf: che vuoi che sia, una volta lungo questa strada sono quasi finito contro un capriolo!

Uhm, non sono sicuro che questo mi consoli. La prossima volta devo ricordare a cf che, essendo anche il mio padrone di casa, se ci tiene a vedere regolarmente tutti i mesi l’affitto, gli conviene mantenermi in vita.

Soffro o son desto?

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Capisco che si faccia di necessità virtù e che talvolta l’accrocchio possa rappresentare l’approccio più diretto benché non indolore… ma ci dovrebbe essere un limite alla licenze poetiche di un programmatore, dannazione!

Disclaimer: ciò che segue è riservato ad un pubblico di code monkeys - prego astenersi le persone sane che vogliono mantenere la propria mente utilizzabile.

[sfogo mode on]
È mai possibile creare un makefile - dico un makefile, manco uno script in qualunque linguaggio più o meno serio di programmazione - che

  • genera un file temporaneo contenente un programmino in javascipt; ovviamente grazie ad una fitta serie di condizioni viene generato solo il codice specifico per il compito che deve essere risolto - in pratica è un codice javascript mutante
  • fa una query su un database
  • fa il parsing del risultato testuale della query e passa i dati come parametri al suddetto javascript
  • il codice mutante manda alcune mail e quindi in base a certe condizioni fa un certo numero di query in un altro database, modificando alcuni record
  • infine succedono qualche centinaio di altre cose, tipo che il makefile si richiama ricorsivamente perché ha bisogno di vedere i nuovi dati nel database

[sfogo mode off]

Purtroppo son desto e soffro.

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