Una sera mi chiama il mio boss per chiedermi il numero della mia insegnante di tedesco; sostiene che deve fare un’operazione di reception beautification. La mattina dopo un collega mi dice che ha visto in giro il: praticamente, doveva venire un cliente importante per una riunione o qualcosa del genere, così le ha chiesto di fare da receptionist all’evento.
Mentre bevo il mio caffè, qualcuno mi afferra una spalla:
il: ehi, oggi riusciremo a fare lezione come previsto alla solita ora
Dapprima mi giro verso di lei, poi inizio a correre verso l’ufficio del boss (accidenti, la tazzina - torna indietro, appoggia la tazzina, ricomincia a correre):
me: boss! boss!
boss: che succede?
me: che accidenti hai combinato?
boss: …
me: hai chiesto a il di fare la receptionist oggi?
boss: sì, ma finirà prima dell’ora della vostra lezione
me: appunto: il problema è proprio questo!
boss: …
me: immagino tu abbia presente quanto il sia gnoc… ehm, piacente, vero?
boss: certo; allora?
me: credo che tu possa immaginare come non possano sussistere reciprocamente nella stessa frase, se non separate da una moltitudine (dispari) di negazioni, le espressioni “imparare il tedesco” e “insegnante in minigonna di pelle”
boss: hai visto eh, è stata o no una buona scelta? Dovevi vedere come la seguiva il cliente: avrà male al collo per un po’!
Certo che se ne fa una questione di priorità, come non dargli ragione.










July 21st, 2008 at 1:49 pm
[...] tutti stanchi e fatichiamo a parlare qualunque lingua più o meno nota - figuriamoci quelle ignote. Lei sta trafficando con una tazza di caffè caldo, quando riesce a versarne la metà sul tavolo. Mentre [...]