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Jun
13
2008

L’insegnante di lingua 3

Di fronte alla porta dell’ufficio, invece del campanello, c’è un telefono: chiami l’interno desiderato – o eventualmente quello della segretaria – e chiedi che ti aprano la porta. Semplice e funzionale.

me: allora quando arrivi puoi chiamare direttamente il mio interno, così non disturbi nessuno e io arrivo
il: perfetto
me: te lo sei segnato?
il: sì sì
me: bene, inoltre per chiamarmi da fuori basta aggiungere l’interno alla parte iniziale del numero – comune per tutti – così se ad esempio devi spostare una lezione, sai come contattarmi
il: allora siamo d’accordo

Due giorni dopo, ricevo una chiamata dal telefono di Segretaria 1 (sul display compare il nome di chi chiama): «c’è il in linea, te la passo.
Non trovava il numero.
Quattro giorni dopo, chiamata da Segretaria 2: «c’è il alla porta, potresti andare tu ad aprire?»
Non si ricordava che aveva il numero.
Sette giorni dopo, chiamata dal dipartimento IT: «c’è il in linea, te la passo».
L’aveva chiamata per spostare il corso di italiano e lei si era fatta passare me per spostare la nostra lezione.
Nove giorni dopo, chiamata dal dipartimento sviluppo hardware: «c’è il alla porta; vai ad aprirle?»
Aveva scritto le tre cifre dell’interno in ordine inverso.
Undici giorni dopo, chiamata da Segretaria 1: «ciao, sono il! sono alla scrivania di S1; mi raggiungi?»
Una volta trovato il numero giusto, è riuscita a chiamarmi dal telefono sbagliato!

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