Mi prendevano in giro, i miei compagni di ferie, mentre in giro per Malta mi fermavo a fotografare gli incredibili modelli di bus che circolano per l’isola. E invece. Dopo aver pubblicato una delle foto scattate, ho scoperto che esiste addirittura un gruppo dedicato ai bus maltesi.
Leggendo la storia dei trasporti pubblici maltesi comincio a capire tante cose altrimenti inspiegabili, come i cruscotti trasformati in altari votivi di un qualche santo, di Elvis o magari di entrambi; l’onnipresente secchio con la spugna, incastrato sotto ad un sedile; gli adesivi sparsi un po’ ovunque con scritte tipo: “your mother doesn’t work here; clean up your rubbish“.
Viaggiare su quegli autobus, guidati da autisti pazzi su strade sconnesse, è un’esperienza che da sola vale una buona parte di un viaggio a Malta














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